Lunedì sera, il consiglio comunitario ha dato il via libera al lancio del futuro progetto territoriale della CAPA. Questa iniziativa mira a definire le grandi linee guida per il territorio tra il 2040 e il 2050 e si propone come un processo partecipativo. Sebbene il principio sia ampiamente condiviso, diversi membri dell’opposizione hanno richiesto chiarimenti sulla governance, sul loro ruolo e sulle modalità di consultazione.
Una visione a lungo termine per il Pays ajaccien
La CAPA intende avviare una riflessione a lungo termine, approvata lunedì sera dal consiglio comunitario. Per circa dieci mesi, la collettività si impegnerà a stilare un quadro completo del territorio di Ajaccio prima di elaborare una strategia di sviluppo per i prossimi vent’anni.
L’obiettivo è integrare le nuove sfide che il territorio dovrà affrontare, come quelle ecologiche, energetiche e di pianificazione. Il presidente della CAPA ha sottolineato l’importanza di adattare gli orientamenti attuali per definire il modello economico e sociale futuro.
Stéphane Sbraggia ha evidenziato la fase diagnostica come cruciale: “Devono essere discussi i risultati diagnostici, da cui elaboreremo le strategie per i prossimi vent’anni“. Questa riflessione servirà anche a valutare i progressi compiuti dalla creazione dell’intercomunalità, offrendo un bilancio istituzionale e comunitario.
L’opposizione chiede chiarezza sulla partecipazione
Nonostante l’accordo sul principio di un nuovo progetto territoriale, sono emerse domande riguardo la sua costruzione. Romain Colonna ha espresso preoccupazione: “Non ci sono ancora orientamenti politici per questo progetto. C’è un’intenzione, alla quale non ci opponiamo, ma saremo attenti alle direzioni politiche che verranno prese”.
Colonna ha interrogato il presidente sulla composizione del comitato di pilotaggio, notando che l’opposizione non è rappresentata nel bureau comunitario. Analogamente, François Filoni, pur riconoscendo la legittimità di rilanciare un progetto di territorio dopo quelli del 2005 e 2015, ha criticato l’approccio: “La co-costruzione è riservata agli eletti comunitari, mentre i comuni e l’opposizione sono relegati a semplici consultazioni. Come si può, in queste condizioni, parlare di un progetto condiviso?”. Ha chiesto inoltre che il consiglio comunitario sia consultato in ogni fase, non solo informato.
In risposta alle critiche, Stéphane Sbraggia ha assicurato che la governance rimane aperta, con l’intenzione di garantire la più ampia rappresentanza possibile. I primi workshop con gli eletti e i servizi inizieranno a luglio, seguiti da una consultazione più ampia con i cittadini in autunno. Il costo previsto per quest’anno è di 65.000 euro. Il progetto territoriale, destinato a definire gli orientamenti della CAPA per i prossimi decenni, dovrebbe essere finalizzato nella primavera del 2027.
Fonte originale: Corse Net Infos